Alberto nella statuetta paleolitica questi due elementi risultano

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Alberto Giacometti nacque il 10 ottobre 1901 a Borgonovo (Svizzera) e  fin da piccolo cominciò a interessarsi dell’arte.Dopo aver frequentato la Scuola di arti e di mestieri di Ginevra, nel 1919, si iscrisse a Parigi ai corsi di scultura, all’Accademia della Grande Chaumière nel 1922. Nel 1928 Giacometti entrò a far parte del gruppo surrealista; in questo periodo nei suoi lavori prevalgono l’immaginazione e l’inconscio, che lo conducono alla creazione di sculture  importanti per l’idea surrealista di oggetto; invece, negli anni successivi, le sue opere tendono a chiudere la parentesi surrealista: il suo interesse si sposta dal mito e dal sogno all’osservazione diretta della realtà, che si accompagna a una più consapevole preoccupazione per i materiali e le tecniche e implica una notevole trasformazione stilistica che lo conduce ad una sorta di naturismo schematico.Dal 1947 riprende a dipingere e disegnare intensamente, continuando a lavorare dal vero. I temi preferiti, pochi e di continuo rivisitati, sono i familiari, gli oggetti che lo circondano, paesaggi visti e vissuti. Le figure sono fisse, immobili rigidamente frontali: la cornice attorno ad esse ha la funzione di allontanarle isolandole dallo spazio, creando attorno ad esse vuoto.In alcune sue opere è possibile ritrovare elementi ricorrenti e caratteristici dell’arte preistorica, come nel caso della scultura “Schirn”, nella quale è presente un seno molto prosperoso e dei glutei accentuati simili a quelli della “Venere di Willendorf”, che è una statuetta risalente al periodo paleolitico. Nella scultura di Giacometti il seno e i glutei sono sproporzionati rispetto al resto del corpo, che invece è estremamente esile e allungato; mentre nella statuetta paleolitica questi due elementi risultano in armonia, nonostante, sia essi, sia le altre parti del corpo, siano scolpiti con forme esagerate. In questo caso la scultura risulta nell’insieme massiccia e solida, al contrario della prima presa in analisi, la quale trasmette un forte senso di fragilità.Tra le opere di Giacometti sono presenti alcune sculture di volti, ein particolare “Flora Mayo” è una delle poche che rappresenta un volto femminile. Esso risulta quasi privo di volume. Gli elementi principali del volto (gli occhi, il naso e la bocca) risultano estremamente piatti; sono incisi in maniera così imprecisa da farli sembrare quasi deformati. Gli occhi appaiono spenti e persi, il naso del tutto trascurato, mentre la bocca, sulla quale forse si vuole richiamare l’attenzione, presenta delle labbra molto definite dai contorni rossastri, e particolarmente  carnose, anche i capelli, corti, risultano disordinati e poco curati. Esattamente al contrario si presenta il “busto di Nefertiti”, che è una scultura egizia rappresentante la moglie di un faraone. Esso è scolpito con estrema precisione, conferendo al volto simmetria e senso di perfezione. In questo caso il volume è molto più accentuato. Gli occhi sono grandi e scolpiti in modo realistico, il naso è proporzionato e in estrema armonia con il resto del viso, come anche le labbra. Sicuramente in quest’ultima scultura viene prestata più attenzione per i dettagli, i quali contribuiscono a rendere più il viso scolpito molto più vicino alla realtà. Come ultima opera prendo in esame la scultura “Piazza”: le figureesili e allungate di tre uomini e di una donna sono poste su una lastra massiccia, che rappresenta una piazza; tutti e quattro i soggetti camminano in direzione del centro, ma nessuno sembra  apparentemente diretto a incontrarsi con un altro. L’idea di movimento è data dalla posizione dei quattro, i quali presentano il busto sporto in avanti e una gamba posta davanti all’altra, proprio come se stessero passeggiando. Non è presente nessun tipo di simmetria, al contrario di quanto appare nel dipinto “Le oche di Meidum”. Anche in questo dipinto i soggetti sono numerosi, in particolare sei, e sono posti in un campo. Le oche sono divise in due gruppi: tre oche sono rivolte verso sinistra, le altre tre verso destra, conferendo così al dipinto un’apparente idea di simmetria. Gli animali sono dipinti in modo realistico, anche mediante l’utilizzo di colori, ma non è resa l’idea di movimento e manca completamente il volume.                                                                          

Categories: AI

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